Florida Keys
Le Florida Keys sono un arco di isole coralline lungo 120 miglia, collegate dalla Overseas Highway, l’unica strada d’America che corre per miglia e miglia sopra il mare aperto. Offrono le immersioni sulla barriera tropicale più accessibili degli Stati Uniti, una cultura rilassata che si merita davvero l’aggettivo e un’ospitalità che va dai campi di pesca a piedi nudi alle boutique curate nel design che hanno reso Key West una delle piccole città più originali d’America.
Da non perdere
Consigli locali
Le Florida Keys sono un incidente geologico: una catena di 120 miglia di basse isole coralline adagiate su un’antica barriera cresciuta in un mare tropicale poco profondo, poi morta ed emersa quando il livello del mare si è abbassato. La Overseas Highway, completata nel 1938 sulla massicciata sopraelevata della ferrovia delle Keys di Henry Flagler (in gran parte distrutta dall’uragano del Labor Day del 1935), attraversa l’arcipelago su 42 ponti sospesi sull’acqua aperta e termina a Key West, a sole 90 miglia dall’Avana. È uno dei grandi viaggi on the road d’America, e la meta finale non somiglia davvero a nessun altro luogo degli Stati Uniti continentali.
Le Keys offrono tipologie d’alloggio quasi introvabili nel resto degli USA continentali. Le vecchie guesthouse di Key West, molte ricavate dalle case ottocentesche di pescatori di spugne, operai delle fabbriche di sigari e capitani di mare, offrono un’ospitalità a misura d’uomo in un quartiere di architettura vernacolare bahamense, con portici profondi e ventilatori a pale. Il Mile Marker Zero segna la punta meridionale di Key West, dove il punto più a sud degli Stati Uniti continentali genera a ogni ora una coda per le foto da postare sui social. Nelle Upper Keys, vicino a Islamorada, i lodge di pesca sull’acqua con ormeggi privati ospitano pescatori appassionati da quando Zane Grey pescava qui negli anni Trenta. Minuscole isole-resort raggiungibili solo in barca offrono un isolamento tropicale dal sapore caraibico che altrimenti richiederebbe un volo transatlantico.
Il Florida Keys National Marine Sanctuary copre 2.900 miglia quadrate di oceano e protegge il sistema di barriera corallina più esteso del Nord America, l’unica barriera corallina vivente degli Stati Uniti continentali. Il John Pennekamp Coral Reef State Park di Key Largo è la porta d’accesso: gite in barca con il fondo di vetro, uscite di snorkeling e immersioni da riva o in barca con guida su barriere che ospitano 650 specie di pesci. I Key Largo Dry Rocks, con la celebre statua in bronzo del Cristo degli Abissi a 25 piedi di profondità, sono tra i siti d’immersione più accessibili e fotogenici al mondo. D’inverno la visibilità supera spesso i 60 piedi.
Key West è il centro culturale e commerciale delle Keys, una città di 25.000 abitanti che ha accolto via via i nativi Calusa, i colonizzatori spagnoli, i Conch delle Bahamas, i sigarai cubani, i pescatori di spugne, il personale della Marina, gli scrittori (Hemingway vi trascorse un decennio) e la comunità LGBTQ+, centrale nel suo carattere dagli anni Settanta. Il quartiere storico di Old Town è candidato a Patrimonio dell’UNESCO; la sua architettura, vernacolare bahamense, vittoriana e a struttura in legno di inizio Novecento, è rimasta straordinariamente ben conservata. La festa del tramonto che ogni sera anima Mallory Square, un raduno della comunità attorno agli artisti di strada che si ripete dagli anni Sessanta, è uno dei migliori eventi quotidiani gratuiti d’America.
Settanta miglia a ovest di Key West, raggiungibile solo con il traghetto giornaliero o in idrovolante, il Dry Tortugas National Park comprende sette piccole isole coralline e lo straordinario Fort Jefferson, ottocentesco: una fortezza militare in muratura grande quanto diversi isolati, mai completata, mai coinvolta in un combattimento, usata per breve tempo come prigione federale (vi fu rinchiuso uno dei cospiratori dell’assassinio di Lincoln). Le acque circostanti hanno la più alta copertura corallina della regione delle Keys, e lo snorkeling direttamente dal molo del traghetto è eccezionale. Il campeggio spartano del parco consente di pernottare a chi resta dopo la partenza dell’ultimo traghetto: avere il forte tutto per sé al tramonto, con le fregate in volo e la terraferma a una distanza invisibile, è una delle avventure più singolari della Florida.
Le Keys occupano un posto sacro nella cultura americana della pesca. Le secche attorno a Islamorada sono il centro storico della pesca a mosca nei bassifondi a bonefish, permit e tarpon, la cosiddetta Santa Trinità della pesca a mosca in acqua salata. Zane Grey, Ted Williams e generazioni di pescatori appassionati sono venuti fin qui per la risalita primaverile dei tarpon (aprile–giugno), quando pesci fino a 200 libbre attraversano i canali. Le guide che lavorano su queste secche sono tra i più abili uomini di mare d’America.
Periodo migliore per andare
Da novembre ad aprile
La stagione secca (da novembre ad aprile) è il periodo migliore per le Keys: poca umidità, temperature tra i 70 e gli 89 °F, pioggia minima e la massima visibilità in acqua per immersioni e snorkeling. Da dicembre a febbraio è l’alta stagione turistica, con le tariffe più alte e il massimo afflusso di chi fugge dal freddo del Nord. L’estate (maggio–ottobre) è calda, umida ed esposta al rischio uragani; i temporali pomeridiani sono quotidiani e le tariffe sensibilmente più basse. La stagione degli uragani va da giugno a novembre, con il rischio massimo tra agosto e ottobre.
Informazioni utili
Visto
La Florida è uno Stato degli USA: per i viaggiatori internazionali valgono semplicemente le normali regole d’ingresso negli Stati Uniti.
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Dove dormire
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