Patagonia
Distesa sulla punta meridionale del Sud America, la Patagonia è una natura selvaggia di picchi di granito frastagliati, laghi glaciali turchesi e steppa andina che sembra correre fino alla fine del mondo. Divisa tra Cile e Argentina, questa regione remota ripaga chi viaggia lontano e si ferma a lungo.
Da non perdere
Consigli locali
La Patagonia attira anime ossessionate da quando Bruce Chatwin la descrisse come la fine del mondo. Lo intendeva come un complimento, e resta vero. È l’atto finale del continente: le ultime vette andine prima dell’Antartide, il punto in cui la terra si restringe in un canale e semplicemente finisce. Il vento è incessante, più un fatto geografico che meteorologico, e plasma gli alberi, la vegetazione e la psicologia di chiunque passi del tempo qui.
Le tre torri di granito di Torres del Paine, monoliti rosa pallido che si alzano per 2.800 metri dalla steppa, sono diventate l’immagine simbolo della Patagonia. E se lo meritano. Raggiungile all’alba dal Mirador Base Las Torres dopo quattro ore di cammino al buio e guarda le torri accendersi d’ambra alla prima luce, contro un cielo che in venti minuti passa dal nero al viola al blu. Pochi momenti di trekking al mondo reggono il confronto.
Oltre il confine, in Argentina, il massiccio del Fitz Roy vicino a El Chaltén offre uno spettacolo diverso: una fila di picchi frastagliati con le cime perennemente avvolte nella nebbia, a cui si arriva attraverso boschi di lenga che a marzo si tingono di rame e d’oro. El Chaltén esiste per il trekking: ottimi piccoli hotel, panetterie e cervecerías ne fanno il campo base più funzionale e piacevole del continente.
Il ghiacciaio Perito Moreno, nel Parco nazionale Los Glaciares, è il grande ghiacciaio più accessibile al mondo e uno dei pochi ancora in avanzata anziché in ritiro. Dalle passerelle a poche centinaia di metri dal suo fronte alto 60 metri, lo vedi e lo senti staccare iceberg: enormi blocchi di antico ghiaccio azzurro che precipitano nel lago turchese sottostante con un fragore d’artiglieria. Periodicamente il ghiacciaio sbarra del tutto il lago e poi si rompe. Quando accade, è uno degli eventi naturali più spettacolari del Sud America.
I lodge della Patagonia sono andati ben oltre i semplici refugios. L’EcoCamp di Torres del Paine, suite in cupole geodetiche su un pendio sopra il parco, è stato pioniere del concetto di cupola sostenibile e ha fissato uno standard poi ampiamente imitato. Awasi Patagonia propone ville private con guide dedicate che modellano ogni giornata sui tuoi interessi. The Singular Patagonia, un’ex fabbrica frigorifera sul fiordo di Puerto Natales, è tra gli hotel architettonicamente più originali del Sud America.
I lodge migliori qui hanno capito la logica di fondo: l’hotel è la natura selvaggia. L’edificio è solo il posto dove dormi.
Periodo migliore per andare
Novembre–marzo (estate australe)
La stagione del trekking in Patagonia va da novembre a marzo, con il tempo migliore tra dicembre e febbraio. L’alta stagione (gennaio–febbraio) porta vento, folla a Torres del Paine e la necessità di prenotare con largo anticipo. Novembre e marzo offrono più disponibilità e spesso condizioni più calme. In inverno (aprile–ottobre) la regione è inaccessibile o pericolosa per la maggior parte dei trekking.
Informazioni utili
Visto
Nessun visto per i cittadini di USA, UE, Regno Unito, Canada e Australia, sia in Cile sia in Argentina. Non serve alcuna domanda preventiva. Attraversare il confine tra i due Paesi è una formalità.
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Dove dormire
Patagonia: gli hotel insoliti che valgono il viaggio, scelti uno a uno dalla redazione.
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