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Botswana
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Botswana

Il Botswana ha costruito tutta la propria identità turistica su un’idea semplice e potente: meno visitatori, spesa più alta, maggiore impatto sulla conservazione. Il risultato è l’esperienza di safari d’alto livello più raffinata d’Africa: vaste concessioni private di natura selvaggia senza recinzioni, popolazioni di 130.000 elefanti e la bellezza unica del delta dell’Okavango, il più grande delta interno del mondo e uno degli ultimi grandi spazi incontaminati.

Da non perdere

Delta dell’Okavango: in mokoro (canoa scavata in un tronco) tra i canali di papiro e safari a piedi sulle isole
Chobe National Park, la più alta concentrazione al mondo di elefanti africani, al tramonto sul fiume
Moremi Game Reserve, dove l’acqua permanente del delta attira animali tutto l’anno
Central Kalahari Game Reserve, safari nel deserto remoto tra iene brune e suricati
Makgadikgadi Pans: immense saline, colonie di suricati abituate all’uomo e una grande migrazione (dicembre–marzo)
Linyanti e Selinda, concessioni private con licaoni, leoni e leopardi in densità eccezionale

Consigli locali

Il Botswana è volutamente caro: una settimana nell’Okavango costa in genere 5.000–15.000 $ a persona. È una scelta precisa, non un caso, e l’impatto sulla conservazione la giustifica.
La maggior parte dei campi è raggiungibile solo in aereo: i voli charter interni tra un campo e l’altro sono inclusi in quasi tutti i pacchetti all-inclusive e accentuano la sensazione di natura remota.
Per i voli nel bush porta solo borse morbide (niente valigie rigide): sui piccoli aerei i limiti di peso sono applicati con rigore.
I safari a piedi nell’Okavango sono tra le esperienze naturalistiche più straordinarie d’Africa: richiedili espressamente al momento della prenotazione.
Le acque dell’Okavango ospitano ippopotami e coccodrilli: non camminare mai lungo le rive e non fare il bagno senza le indicazioni del tuo ranger.

L’approccio del Botswana al turismo è uno dei più coerenti d’Africa, e uno dei più riusciti. Quando ottenne l’indipendenza, nel 1966, era tra le nazioni più povere della Terra, con 12 chilometri di strade asfaltate e un’economia fondata quasi interamente sull’esportazione di carne bovina. La scoperta dei diamanti trasformò il reddito nazionale; la scelta di un modello turistico a bassi volumi e alto valore trasformò la natura selvaggia. Oggi le popolazioni animali del Botswana sono tra le più sane d’Africa, il suo sistema di concessioni private è il modello che altri Paesi cercano di imitare e i lodge per safari negli ecosistemi dell’Okavango e del Linyanti fissano lo standard del safari africano.

L’Okavango è un’anomalia geografica: un fiume che scorre verso nord dagli altipiani dell’Angola, si apre a ventaglio in un immenso delta nel deserto del Kalahari e poi evapora, senza mai raggiungere il mare. Il risultato sono 15.000 chilometri quadrati di canali, isole, lagune e pianure alluvionali nel cuore di uno dei grandi sistemi desertici del mondo. L’acqua permanente nel Kalahari sostiene un ecosistema di sorprendente ricchezza: elefanti, bufali, ippopotami, coccodrilli, leopardi, leoni, licaoni e 540 specie di uccelli.

Il mokoro, la canoa tradizionale scavata in un tronco e spinta con una pertica, è il mezzo di trasporto simbolo dell’Okavango. Guidato da un barcaiolo in piedi a poppa, scivoli in silenzio tra canali orlati di papiri e ninfee, oltre gruppi di ippopotami e aironi al nido, fino a piccole isole rialzate dove il viaggio prosegue a piedi. Camminare nell’Okavango, seguendo un tracker esperto nell’erba delle pianure alluvionali fin dove le orme di un leone conducono verso un boschetto, offre una qualità d’incontro con la fauna che nessun safari in fuoristrada può eguagliare.

Il Chobe National Park, nel nord del Botswana lungo il fiume Chobe, ospita la più alta concentrazione di elefanti africani al mondo: circa 50.000 esemplari all’interno del parco, con mandrie di centinaia di capi che nella stagione secca si radunano al fiume. La crociera in barca sul Chobe nel tardo pomeriggio, con gli elefanti che nuotano da un’isola all’altra e gli ippopotami che affiorano accanto allo scafo, è tra le esperienze naturalistiche più immancabilmente spettacolari d’Africa.

Il sistema delle concessioni private, che distingue il Botswana dalla maggior parte delle altre mete di safari, assegna ai singoli gestori di lodge l’uso esclusivo di vaste aree selvagge, in genere da 100.000 a 300.000 ettari, in cambio di tasse di conservazione versate al governo. All’interno della concessione si organizzano fotosafari notturni, inseguimenti delle tracce fuori pista e safari a piedi che nei parchi nazionali sarebbero impossibili. Il numero di ospiti è rigorosamente limitato. Ne deriva un grado di esclusività e intimità che definisce il posto del Botswana nel viaggio africano.

I campi stessi sono diventati qualcosa di più di un alloggio. I migliori lodge dell’Okavango, su piattaforme sopraelevate sopra le pianure alluvionali, con le pareti di tela arrotolate per lasciar entrare i suoni della notte e l’aria del fiume, uniscono un’immersione autentica nella natura selvaggia a un livello di design e di cucina che reggerebbe il confronto in qualsiasi grande città. Energia solare, gestione dei rifiuti e programmi di impiego per le comunità locali sono la norma nelle strutture migliori.

Oltre l’Okavango, le Makgadikgadi Pans, antichi laghi salati grandi quanto la Svizzera che scintillano bianchi sotto il sole della stagione secca, ospitano gruppi di suricati abituati alla presenza umana e studiati dai ricercatori da anni. All’alba, seduti a terra mentre i suricati usano le tue spalle come piattaforme per scaldarsi al sole, vivrai uno degli incontri più disarmanti del Botswana. Nella stagione delle piogge (da dicembre a marzo) le saline si allagano e accolgono una delle più grandi migrazioni di zebre d’Africa.

La Central Kalahari Game Reserve, una delle aree protette più vaste del mondo, offre un safari nel deserto di tutt’altro carattere: dune di sabbia rossa, vegetazione rada e animali adattati a un’aridità estrema, come iene brune, ghepardi, i leoni del Kalahari dalla criniera nera e i tessitori socievoli, i cui enormi nidi comuni piegano i rami delle acacie lungo i letti di antichi fiumi fossili.

Periodo migliore per andare

Da maggio a ottobre (stagione secca) per la fauna; da novembre ad aprile per la stagione verde del delta

La stagione secca (da maggio a ottobre) concentra gli animali attorno alle fonti d’acqua permanenti ed è il periodo migliore per gli avvistamenti: ad agosto e settembre le mandrie di elefanti a Chobe possono contare migliaia di capi. Le acque del delta dell’Okavango raggiungono il livello massimo a giugno e luglio (alimentate dalle piene degli altipiani angolani di mesi prima), dando vita alla celebre navigazione in mokoro da un’isola all’altra. La stagione verde (da novembre ad aprile) porta vegetazione rigogliosa, cieli spettacolari e un’avifauna straordinaria, oltre a tariffe dei lodge sensibilmente più basse.

Informazioni utili

Valuta BWP (pula del Botswana); dollari USA e rand sudafricani accettati nella maggior parte dei lodge
Lingua Inglese e setswana (entrambe ufficiali)
Fuso orario UTC+2 (CAT, ora dell’Africa centrale; niente ora legale)
Tipo di presa Tipo D/G/M (230 V)

Visto

Nessun visto per 90 giorni per i titolari di passaporto di USA, Regno Unito, UE, Canada e Australia. Il passaporto deve avere una validità residua di almeno 6 mesi.

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