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Grand Canyon, Arizona
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Grand Canyon, Arizona

Il Grand Canyon è la più spettacolare finestra geologica della Terra: un abisso profondo un miglio che attraversa 1,8 miliardi di anni di roccia, scavato dal fiume Colorado nell’arco di cinque milioni di anni. Lontano dalla folla dei belvedere, un mondo fatto di escursioni nel canyon, rafting sul Colorado e natura selvaggia del North Rim offre soggiorni capaci di trasformare uno dei luoghi più visitati al mondo in qualcosa di sorprendentemente intimo.

Da non perdere

Phantom Ranch, l’unico alloggio sotto il bordo del canyon, raggiungibile a piedi, a dorso di mulo o in gommone lungo il Colorado
Bright Angel Trail, il sentiero più battuto verso il fondo del canyon, che scende di 4.380 piedi in 9,5 miglia fino al Colorado
Point Imperial e Cape Royal, belvedere del North Rim che svelano un canyon del tutto diverso da quello visto dal South Rim
Desert View Watchtower, la torre di pietra progettata nel 1932 da Mary Colter sul bordo orientale, ispirata all’architettura dei Pueblo
Havasu Falls, cascate turchesi nella riserva Havasupai, nel canyon occidentale; servono un permesso e un trekking di più giorni

Consigli locali

Nel canyon la fatica è capovolta: prima si scende. È nella risalita, nelle ore più calde, che avvengono infortuni e soccorsi. D’estate parti prima dell’alba e torna sul bordo entro mezzogiorno.
Le prenotazioni per Phantom Ranch si assegnano tramite lotteria (aperta con 15 mesi di anticipo) e sono tra le più contese dell’intero sistema dei parchi nazionali. Controlla le procedure aggiornate sul sito del NPS.
L’area del villaggio del South Rim è servita da una navetta gratuita e in alta stagione l’accesso delle auto private è limitato. Parcheggia al visitor center o nei parcheggi periferici di Tusayan.
I permessi per le Havasu Falls vengono assegnati tramite lotteria sul sito della tribù Havasupai; la domanda è travolgente e si esauriscono pochi minuti dopo l’apertura.

Le fotografie appiattiscono il Grand Canyon. Le parole lo rimpiccioliscono. L’esperienza vera, stare sul bordo e guardare giù per un miglio di terra verticale, con strati di roccia che raccontano quasi metà della storia conosciuta del pianeta impilati sotto di te in fasce di colore, è uno di quei rari momenti in cui la scala del tempo geologico diventa, per un attimo, comprensibile. La maggior parte dei visitatori la vive per una quarantina di minuti prima di risalire in auto. I soggiorni migliori, qui, sono pensati per andare molto più a fondo.

L’ospitalità del canyon si divide in due mondi: il bordo e l’interno. Sul bordo, l’El Tovar Hotel, costruito nel 1905 dalla Fred Harvey Company e oggi gestito da Xanterra, è uno dei lodge storicamente più importanti dei parchi nazionali americani: un edificio rustico in stile Arts and Crafts appollaiato proprio sull’orlo del South Rim. Il Bright Angel Lodge, anch’esso firmato da Mary Colter, offre cabine storiche più semplici direttamente sul bordo.

L’alloggio più affascinante che il canyon possa offrire è però Phantom Ranch, l’unico posto dove dormire sotto il bordo. Sul fondo del canyon, vicino al Colorado, gestisce un piccolo gruppo di cabine in pietra e letti in dormitorio raggiungibili solo a piedi, a dorso di mulo o in gommone lungo il fiume. Per soggiornarvi bisogna vincere una prenotazione alla lotteria, ma l’esperienza, svegliarsi nella geografia più intima di una delle grandi meraviglie del mondo, circondati da pareti vecchie di un miliardo di anni, non ha eguali nel sistema dei parchi nazionali. Per chi cerca lodge remoti nella natura selvaggia, Phantom Ranch è una categoria a sé.

Il North Rim riceve appena il 10% circa dei visitatori del Grand Canyon, nonostante offra panorami che molti veterani del canyon considerano superiori a quelli del South Rim. Il Grand Canyon Lodge, arroccato su Bright Angel Point, è un edificio del 1928 ricostruito dopo un incendio del 1932; il suo salone principale, con vetrate dal pavimento al soffitto che incorniciano il canyon, è uno dei grandi belvedere architettonici d’America. Le cabine sparse lungo il bordo hanno terrazze private affacciate sul canyon. Il North Rim chiude a metà ottobre, con l’arrivo delle prime nevicate; negli ultimi chilometri la strada d’accesso (la Arizona Highway 67) attraversa foreste di pino ponderosa e prati popolati da cervi muli.

Il corridoio del Colorado, sul fondo del canyon, è un mondo del tutto separato dall’esperienza del bordo. Le discese in rafting di più giorni, da 7 a 21 a seconda che si usino imbarcazioni a motore o a remi, percorrono l’intera lunghezza del canyon attraverso 160 rapide con un nome, con notti in tenda su spiagge sabbiose in riva al fiume. Non sono avventure da prendere alla leggera: i permessi si assegnano per lotteria, le spedizioni commerciali sono prenotate con anni di anticipo e l’esperienza è fisicamente impegnativa. Una settimana alla deriva sul Colorado, sotto pareti alte un miglio, crea con questo paesaggio un legame che nessuna sosta sul bordo potrà mai eguagliare.

La riserva Havasupai occupa la parte occidentale del Grand Canyon: una nazione sovrana il cui villaggio, Supai, è la comunità più isolata degli Stati Uniti continentali, raggiungibile solo con un sentiero di 8 miglia dal bordo. Le cascate della riserva, Havasu, Mooney e Beaver Falls, precipitano sul travertino in pozze d’acqua turchese che, dal vivo, sembrano ritoccate con Photoshop. La tribù gestisce un lodge e un campeggio presso le cascate; i permessi vengono messi in palio con una lotteria ogni febbraio e si esauriscono in poche ore.

Il villaggio del South Rim è servito dal Pulliam Airport di Flagstaff (50 miglia a sud) e dalla Grand Canyon Railway in partenza da Williams, in Arizona, un viaggio in treno d’epoca che lascia i passeggeri proprio davanti all’El Tovar Hotel. Il North Rim richiede 215 miglia di guida dal South Rim ed è accessibile solo da metà maggio a metà ottobre.

Periodo migliore per andare

Marzo–maggio e settembre–novembre

Primavera e autunno sono ideali per le escursioni lungo il bordo e le discese nel canyon, con temperature sopportabili a tutte le quote. Il South Rim è aperto tutto l’anno e accoglie la maggior parte dei sei milioni di visitatori annui; d’estate il fondo del canyon è rovente (lungo il Colorado si superano regolarmente i 110 °F) e scendere nel canyon a luglio e agosto è davvero pericoloso senza una pianificazione accurata. Il North Rim, più alto di oltre 1.000 piedi, è aperto solo da metà maggio a metà ottobre. D’inverno il South Rim regala panorami spolverati di neve e molta meno folla.

Informazioni utili

Valuta USD
Lingua Inglese
Fuso orario Mountain Time (UTC-7); l’Arizona non adotta l’ora legale
Tipo di presa Tipo A/B (120 V), standard nordamericano

Visto

Nessun visto per i cittadini statunitensi. I visitatori internazionali possono aver bisogno dell’ESTA o di un visto.

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Dove dormire

Grand Canyon, Arizona: gli hotel insoliti che valgono il viaggio, scelti uno a uno dalla redazione.

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