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Uganda
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Uganda

L’Uganda è la capitale africana dei primati: ospita circa la metà dei gorilla di montagna rimasti al mondo, oltre a scimpanzé, cercopitechi dorati e alla straordinaria biodiversità della Bwindi Impenetrable Forest e del Kibale National Park. I lodge intimi per il trekking dei gorilla, arroccati nella volta della foresta nebulosa sopra Bwindi, offrono alcuni degli alloggi naturalistici più esclusivi ed emozionanti d’Africa.

Da non perdere

Il trekking dei gorilla di montagna nella Bwindi Impenetrable Forest: un’ora con una famiglia di gorilla che ti cambia davvero la vita
L’abituazione degli scimpanzé nella foresta di Kibale: seguire con i ricercatori una famiglia di scimpanzé selvatici dall’alba al tramonto
Il Queen Elizabeth National Park: i leoni arboricoli del settore di Ishasha e i safari in barca sul canale Kazinga
Le Murchison Falls, la cascata più potente del mondo, dove il Nilo si getta in una gola larga 7 metri
La sorgente del Nilo a Jinja, il punto esatto in cui il Nilo lascia il lago Vittoria, con rafting sulle rapide
I monti Ruwenzori, le «Montagne della Luna», con trekking sui ghiacciai all’equatore

Consigli locali

I permessi per il trekking dei gorilla (800 $ a persona) vanno prenotati con mesi di anticipo tramite la Uganda Wildlife Authority: è la voce di spesa principale del viaggio e non è trattabile.
Per il trekking dei gorilla la forma fisica conta: le escursioni vanno da 30 minuti a 8 ore di cammino ripido e fangoso nella foresta. Sii onesto con il lodge sul tuo livello di allenamento quando vieni assegnato a un gruppo.
A Bwindi, in qualsiasi stagione, porta scarponi impermeabili, ghette e abbigliamento antipioggia: la foresta si chiama «impenetrabile» per un motivo.
In tutte le zone di pianura è consigliata la profilassi antimalarica; l’altitudine di Bwindi (1.400–2.600 m) riduce molto il rischio, ma qualche precauzione resta opportuna.
Un viaggio combinato Ruanda-Uganda per i gorilla, con trekking a Bwindi e nel Volcanoes National Park, è sempre più richiesto e sfrutta al meglio l’East African Tourist Visa.

Per regolamento, l’incontro dura un’ora. Un’ora al cospetto di una famiglia di gorilla di montagna selvatici, silverback, femmine, piccoli che si muovono tra la vegetazione, senza nulla tra te e loro se non il rispetto reciproco e qualche metro di foresta. La regola esiste perché i gorilla sono vulnerabili alle malattie respiratorie umane. Ma quell’ora resta. I viaggiatori la descrivono anni dopo con una precisione insolita: l’inattesa dolcezza nello sguardo di un silverback, l’abilità delle mani di un piccolo, il momento in cui la foresta si richiude attorno al gruppo mentre torna alla sua routine. Lascia in una persona qualcosa di duraturo.

Bwindi è patrimonio mondiale UNESCO: 331 chilometri quadrati di antica foresta pluviale montana al confine sud-occidentale dell’Uganda con la Repubblica Democratica del Congo, coperti ininterrottamente di foresta da oltre 25.000 anni e rifugio durante le glaciazioni africane. Questa storia spiega la sua biodiversità: oltre 1.000 specie vegetali, 120 specie di mammiferi, 350 specie di uccelli e circa 400 dei gorilla di montagna rimasti al mondo.

Il trekking dei gorilla qui è una spedizione, non un fotosafari organizzato. Un gruppo di otto escursionisti con due ranger si addentra in una foresta ripida e fitta, profumata di foglie in decomposizione e muschio bagnato, seguendo via radio le indicazioni sull’ultima posizione nota delle famiglie abituate all’uomo. Le escursioni durano da 30 minuti a sei ore, a seconda di dove si sono spostati i gorilla durante la notte. L’incertezza fa davvero parte dell’esperienza.

Gli alloggi attorno a Bwindi sono diventati alcune delle strutture nella natura selvaggia più belle d’Africa. Le migliori sorgono sul bordo della foresta, con viste libere sulla volta degli alberi, la foresta alle spalle e la valle ai piedi, e la nebbia del mattino che scorre a un ritmo che sembra geologico. I lodge per safari qui uniscono cottage in pietra e paglia, spazi comuni riscaldati dal fuoco, acqua calda che funziona sempre nonostante l’isolamento e una cucina che si rifornisce dalle comunità vicine. Diversi propongono visite alle cooperative artigiane femminili ed esperienze di danza tradizionale che aggiungono una vera profondità culturale oltre alla fauna.

L’Uganda viene spesso fraintesa come una meta da una sola specie. Il Kibale National Park, quattro ore a nord di Bwindi, offre il trekking degli scimpanzé più affidabile d’Africa e, caso unico, un’esperienza di abituazione di un’intera giornata in cui gli ospiti seguono una famiglia dal risveglio nei nidi all’alba fino al tramonto, insieme al team di ricerca. Il Queen Elizabeth National Park ha i celebri leoni arboricoli di Ishasha e i safari in barca sul canale Kazinga, dove ippopotami, bufali ed elefanti si radunano in gran numero.

Alle Murchison Falls il Nilo si restringe da 50 a 7 metri di larghezza e precipita per 43 metri in una dimostrazione di pura forza idraulica. Gli spruzzi e il fragore dal belvedere alla base sono viscerali. È la cascata più potente del mondo per volume in rapporto alla larghezza, e lo senti fisicamente quando ci stai sotto.

Periodo migliore per andare

Giugno–agosto e dicembre–febbraio (stagioni secche)

Le due stagioni secche, da giugno ad agosto e da dicembre a febbraio, sono le più pratiche per il trekking dei gorilla. I sentieri sono meno fangosi, il sottobosco si asciuga più in fretta e i gorilla si rintracciano più facilmente. Le stagioni delle piogge (marzo–maggio e settembre–novembre) portano forti piogge a Bwindi, ma sono ottime per il birdwatching, con permessi più economici e paesaggi rigogliosi. In ogni stagione i permessi per i gorilla vanno prenotati con mesi di anticipo.

Informazioni utili

Valuta UGX (scellino ugandese); il dollaro è molto usato nei lodge e per i permessi
Lingua Inglese e swahili (entrambe ufficiali); molto parlati il luganda e altre lingue bantu
Fuso orario UTC+3 (EAT, ora dell’Africa orientale)
Tipo di presa Tipo G (240 V); spina britannica a tre poli

Visto

e-Visa disponibile per la maggior parte delle nazionalità a 50 $ (ingresso singolo); l’East African Tourist Visa (100 $) copre Uganda, Kenya e Ruanda

Prenota il viaggio

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Dove dormire

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