Nuova Zelanda, Isola del Sud
L’Isola del Sud della Nuova Zelanda concentra in un’unica terra alcuni dei paesaggi più spettacolari dell’emisfero australe: ghiacciai che si tuffano nei fiordi, laghi alpini che riflettono vette innevate, foreste pluviali antichissime e colline di vigneti che scendono verso un Pacifico blu cobalto. È un paesaggio fatto in egual misura per l’avventura e per lo stupore silenzioso.
Da non perdere
Consigli locali
L’Isola del Sud sembra un paesaggio disegnato da qualcuno senza alcun interesse per la misura. In un solo giorno d’auto passi dalla spiaggia sul Pacifico al ghiacciaio alpino, dall’antica foresta pluviale di podocarpi agli altipiani di tussock, dal vigneto al fiordo. L’isola è lunga appena 1.600 chilometri, ma la concentrazione di ecosistemi e forme del paesaggio è davvero sorprendente: merito delle Alpi meridionali, che corrono per quasi tutta la lunghezza dell’isola e creano un netto spartiacque climatico tra la piovosa costa occidentale e quella orientale, più asciutta e soleggiata.
Il Fiordland National Park occupa l’angolo sud-occidentale dell’Isola del Sud ed è una delle grandi aree selvagge del mondo. Milford Sound, tecnicamente un fiordo e non un sound, è il più visitato: le sue pareti di roccia precipitano per 1.200 metri in un’acqua scura, mentre il Mitre Peak e le Stirling Falls incorniciano una veduta che vive di rendita da quando, nel 1908, una rivista britannica la definì l’ottava meraviglia del mondo. E la definizione regge ancora. Doubtful Sound, tre volte più grande e raggiungibile solo con un viaggio barca-pullman-barca da Manapouri, offre scenari altrettanto potenti con una frazione dei visitatori.
La Milford Track, un cammino di 53 chilometri in quattro giorni nel cuore del Fiordland, è considerata da molti il più bel sentiero del mondo, un titolo che i neozelandesi ripetono con garbo da quando la stessa rivista lo decretò nel 1908. Il percorso attraversa antiche foreste di faggi australi, valica il MacKinnon Pass e scende nella valle di Milford lungo una serie di cascate che fanno dell’ultimo giorno una ricompensa proporzionata alla fatica.
Il Mackenzie Basin, nel centro dell’Isola del Sud, custodisce alcune delle acque più fotogeniche dell’emisfero australe. Lo straordinario turchese del lago Tekapo, dovuto alla farina glaciale sospesa nell’acqua di fusione, è pari solo al suo cielo notturno: l’Aoraki Mackenzie International Dark Sky Reserve è una delle più vaste aree protette per il cielo buio della Terra, e la Via Lattea vista dalla Church of the Good Shepherd sulla riva del Tekapo ha una nitidezza che lascia senza fiato. Il lago Pukaki, alimentato direttamente dal ghiacciaio Tasman, ha un turchese ancora più intenso e incornicia la veduta più bella dell’Aoraki/Mount Cook, la vetta più alta della Nuova Zelanda con i suoi 3.724 metri, riflessa nell’acqua immobile del mattino.
La tradizione dei lodge di lusso dell’Isola del Sud nasce dalla storica cultura delle grandi fattorie ovine d’altura. Le strutture sugli altipiani di Otago e Canterbury occupano terre coltivate per oltre un secolo prima di essere destinate alla conservazione e al turismo. Le bolle trasparenti del lago Tekapo sfruttano al massimo lo spettacolo notturno della riserva del cielo buio, e nei luoghi più remoti del Fiordland operano lodge raggiungibili solo in elicottero. Le cabine sull’acqua di alcune strutture lacustri seguono la stessa logica dei bungalow sull’acqua, la massima vicinanza all’acqua, trasposta in un ambiente alpino di acque fredde.
Queenstown si è proclamata capitale mondiale dell’avventura decenni fa e mantiene il titolo grazie a una varietà impressionante: bungee jumping dal Kawarau Bridge, dove tutto è cominciato, jet boat nel Shotover Canyon, eliski sui pendii del backcountry sopra Cardrona, rafting sul fiume Shotover. La città stessa, adagiata attorno a una baia del lago Wakatipu con la catena dei Remarkables sullo sfondo, è bella in un modo che sembra quasi superfluo, visto tutto il resto che offre.
La regione di Marlborough, all’estremità settentrionale dell’isola, è la patria più riconoscibile al mondo del Sauvignon Blanc: la combinazione di sole intenso, notti fresche e scarse piogge dà quello stile erbaceo e agrumato che ha messo la Nuova Zelanda sulla mappa mondiale del vino. Le piste ciclabili della Wairau Valley collegano decine di cantine attraverso un paesaggio che appaga per la vista quanto per il vino.
Periodo migliore per andare
Dicembre–marzo per il trekking; giugno–agosto per lo sci
L’estate australe (da dicembre a marzo) offre le condizioni migliori per i Great Walks, le crociere a Milford Sound e i viaggi on the road tra le Alpi: giornate lunghe, tempo stabile e fiori selvatici sui passi di montagna. Gennaio e febbraio sono l’alta stagione, con folle e prezzi di conseguenza. L’autunno (marzo–maggio) porta foreste di faggi australi dorate e molti meno visitatori. D’inverno (giugno–agosto) Queenstown e Wanaka diventano mete sciistiche, con nevicate affidabili sulle Alpi meridionali.
Informazioni utili
Visto
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