Nepal
Il Nepal ospita otto delle dieci montagne più alte del mondo, Everest compreso, e una cultura di straordinaria ricchezza nata nei millenni dall’incontro tra induismo e buddhismo tibetano. Dalle piazze medievali dei templi della valle di Kathmandu al silenzio d’alta quota dell’Annapurna Circuit, il Nepal offre trekking, profondità spirituale e un calore nell’accoglienza che si trova in pochi altri luoghi.
Da non perdere
Consigli locali
Il Nepal concentra in 200 chilometri da nord a sud più dislivello di quasi ogni altro luogo della Terra. Dalle pianure subtropicali del Terai a 70 metri alla vetta dell’Everest a 8.849 metri, il paesaggio attraversa giungla subtropicale, colline terrazzate, foreste di rododendri, pascoli di yak, morene alpine e ghiacciai perenni. In un solo viaggio in Nepal puoi vedere il rinoceronte indiano nella giungla di pianura e un quarto degli ottomila del pianeta dall’alto. Nessun altro piccolo Paese offre una gamma simile.
Il trekking al campo base dell’Everest (5.364 m) dall’aeroporto di Lukla misura 130 chilometri andata e ritorno e attraversa villaggi sherpa, foreste di rododendri e pascoli d’alta quota fino al campo sulla morena, ai piedi della seraccata del Khumbu. L’itinerario tocca Namche Bazaar, la capitale sherpa, dove conviene trascorrere i giorni di acclimatamento, e il monastero di Tengboche, con il massiccio dell’Everest proprio alle spalle. Prendi sul serio i giorni di acclimatamento: saltarli per guadagnare tempo è la causa principale dei gravi malori da quota.
Nelle fotografie la scala delle montagne sopra Namche non rende. La valle del Khumbu è stretta e ripida; le vette (Ama Dablam, Lhotse, Nuptse e infine la piramide dell’Everest) sono così vicine e così imponenti che al primo sguardo il cervello fatica a elaborarle. Gli escursionisti si fermano spesso, semplicemente, in silenzio.
L’Annapurna Circuit, un anello di 200 chilometri attorno al massiccio dell’Annapurna, è il più bel trekking di montagna della Terra per varietà di paesaggi e ricchezza culturale. L’itinerario valica il passo Thorong La (5.416 m) e scende nell’altopiano del Mustang, in ombra pluviometrica, dove la cultura buddhista si è conservata in relativo isolamento sia dalla modernizzazione del Nepal sia dagli sconvolgimenti politici del Tibet. Sul versante del Mustang ti aspettano antiche città fortificate, monasteri rupestri e un deserto rosso e ocra scolpito dal vento.
Le tre Durbar Square della valle, a Kathmandu, Patan e Bhaktapur, sono ciò che resta della civiltà medievale newar, che ha dominato la valle per oltre mille anni. Il tempio a pagoda, nato qui e poi esportato in tutto il Sud-est asiatico, raggiunge la sua espressione più elaborata in questi puntoni di legno intagliato, tetti dorati e minuziosi lavori in metallo. Lo stupa di Boudhanath, a est della città vecchia, è uno dei più grandi stupa buddhisti del mondo e un’importante meta di pellegrinaggio tibetano. Percorrere il kora, il cammino rituale intorno allo stupa, al tramonto, mentre si accendono le lampade al burro e i monaci iniziano le preghiere serali, è una delle esperienze più toccanti di un viaggio in Asia.
La rete dei tea house lungo gli itinerari di trekking si è evoluta da semplici capanne a lodge di montagna con camere private con bagno e vista sulla valle in quota. I migliori nella regione dell’Everest hanno docce calde a energia solare, menu con formaggio di yak e stufato sherpa e sale da pranzo comuni dove escursionisti di 20 Paesi si scambiano racconti attorno a una stufa centrale. Porta contanti: sull’itinerario dell’Everest non ci sono bancomat oltre Namche Bazaar.
Le pianure del Chitwan aprono una dimensione del tutto diversa: lodge faunistici ai margini del primo parco nazionale del Nepal (rinoceronte indiano, tigre del Bengala, orso labiato, delfino del Gange) che funzionano in modo molto simile ai lodge per safari africani. Passeggiate guidate all’alba tra l’erba degli elefanti, uscite in jeep nella foresta di sal, gite in canoa sul fiume Rapti dove i gaviali si scaldano al sole sulle rive fangose.
Periodo migliore per andare
Ottobre–novembre per i cieli tersi d’autunno; marzo–maggio per il trekking primaverile
Il Nepal ha quattro stagioni che incidono direttamente sulle condizioni di trekking. L’autunno (ottobre–novembre) è la stagione migliore: dopo il monsone i cieli sono limpidi, le montagne si vedono nitidissime, le temperature sono ideali e i sentieri in ottime condizioni. La primavera (marzo–maggio) regala rododendri in fiore, buona visibilità prima della foschia pre-monsonica e temperature più miti in quota. Il monsone (giugno–settembre) è difficile, con piogge intense, sanguisughe e scarsa visibilità, ma le zone d’ombra pluviometrica del Mustang e del Dolpo, dietro la barriera himalayana, restano asciutte. L’inverno (dicembre–febbraio) in quota è gelido, mentre la valle di Kathmandu è piacevole e senza turisti.
Informazioni utili
Visto
Visto turistico all’arrivo oppure online (evisa.nepalimmigration.gov.np). Costo: 30 $ per 15 giorni, 50 $ per 30 giorni, 125 $ per 90 giorni. Per tutti gli itinerari di trekking servono a parte i permessi (TIMS card e permessi per le aree protette o i parchi nazionali).
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Dove dormire
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