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Outback australiano
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Outback australiano

L’Outback australiano è uno degli ultimi grandi spazi vuoti del pianeta: un antico paesaggio rosso di pianure color ocra, cieli di un blu impossibile e arte rupestre aborigena vecchia di decine di migliaia di anni. Uluru e il deserto che lo circonda offrono un incontro profondamente toccante con la geologia e con la storia dell’uomo, diverso da qualsiasi altro luogo sulla Terra.

Da non perdere

Uluru (Ayers Rock), con i cambi di colore all’alba e al tramonto del monolite più sacro del mondo
Kata Tjuta (i monti Olgas), 36 cupole di roccia e il percorso della Valley of the Winds
Kings Canyon, nel Watarrka National Park: pareti di arenaria di 270 m sopra il Garden of Eden
Kakadu National Park, con antica arte rupestre aborigena e vaste zone umide nel Top End
Il Kimberley: gole remote, cascate e le antiche formazioni rocciose delle Bungle Bungle
La traversata del deserto di Simpson, avventura in 4x4 su 1.100 dune di sabbia parallele

Consigli locali

Salire su Uluru è ormai vietato per sempre: per gli Anangu, custodi tradizionali del luogo, la roccia è sacra. Rispetta questo divieto senza eccezioni.
Nel Red Centre porta almeno 5 litri d’acqua a persona al giorno: nel caldo del deserto ci si disidrata più in fretta di quanto la maggior parte dei visitatori immagini.
Per qualsiasi spostamento al di fuori delle principali strade asfaltate serve un 4x4: laghi salati e piste dell’Outback lo richiedono.
Prima di imboccare strade isolate, comunica a qualcuno il tuo itinerario: il segnale del telefono sparisce presto e, senza preparazione, un guasto può diventare pericoloso per la vita.
Per qualsiasi viaggio in zone remote procurati un comunicatore satellitare (SPOT o Garmin inReach): in questo ambiente è un’attrezzatura che salva davvero la vita.

L’Outback australiano occupa circa il 70% del continente e ospita meno dell’1% della sua popolazione. La roccia di Uluru ha circa 550 milioni di anni. Le montagne erose del Pilbara, in Australia Occidentale, custodiscono alcune delle rocce affioranti più antiche del pianeta. I popoli aborigeni d’Australia vivono in relazione ininterrotta con questo paesaggio da almeno 65.000 anni: la loro è la più antica cultura vivente della Terra. Sono fatti su cui vale la pena soffermarsi prima di arrivare.

Nulla prepara davvero chi arriva per la prima volta a Uluru. Fotografie, cartoline e calamite da frigorifero hanno cospirato per farlo sembrare più piccolo e meno importante di quanto sia. In realtà il monolite è alto 348 metri, ha una circonferenza di 9,4 chilometri e si estende, secondo le stime, per 2,5 chilometri sotto la superficie del deserto. È una delle rocce singole più grandi del mondo. E, soprattutto, è il centro sacro del racconto della creazione del popolo Anangu: un luogo vivo, di profondo significato spirituale, più che un’attrazione panoramica.

Il sentiero di 10 chilometri alla base fa il giro completo della roccia, toccando una serie di siti di grande valore culturale: pozze d’acqua, pitture rupestri e superfici incise che custodiscono generazioni di leggi e cerimonie Anangu. Il Mala Walk sul versante nord, guidato dai ranger Anangu, offre ai visitatori il contesto culturale più ricco. All’alba e al tramonto la roccia passa dall’ambra al cremisi, dal viola all’oro in uno spettacolo quotidiano che va visto per essere compreso.

Trenta chilometri a ovest di Uluru, Kata Tjuta (i monti Olgas) riunisce 36 cupole levigate di conglomerato rosso distribuite su 21 chilometri quadrati. Il percorso della Valley of the Winds (7,4 km) si insinua in strette gole tra queste cupole, in un paesaggio che sa di chiuso e primordiale. Il primo mattino nella valle, con la luce radente che colpisce le pareti rosse, è uno dei momenti più belli dell’Outback.

Nel Top End del Territorio del Nord, il Kakadu National Park protegge un paesaggio di carattere completamente diverso: immense zone umide tropicali, foresta pluviale monsonica e scarpate di arenaria i cui siti d’arte rupestre documentano una presenza umana lunga 20.000 anni. A Nourlangie e Ubirr si trovano pitture che raffigurano animali oggi estinti, un’archeologia per immagini dei cambiamenti climatici nel corso dei millenni. Nella stagione secca le zone umide del parco concentrano enormi popolazioni di uccelli: oche gazza, cicogne jabiru e gru brolga si radunano in numeri tali da farne uno dei grandi spettacoli naturali d’Australia.

Negli ultimi anni l’ospitalità dell’Outback si è trasformata. Attorno a Uluru ci sono ora bolle trasparenti con cupole che permettono di dormire sotto l’intera volta incontaminata del cielo australe. I campi glamping nel deserto, costruiti con la tradizionale tela e il legno, portano gli ospiti a contatto con il paesaggio senza rinunciare alle comodità. Le strutture migliori includono programmi di cultura aborigena: laboratori guidati di dot painting, passeggiate alla scoperta dei cibi e delle medicine del bush e racconti attorno al fuoco sotto la Via Lattea.

La regione del Kimberley, in Australia Occidentale, è l’angolo più selvaggio dell’Outback: antiche gole di arenaria, pozze naturali e le straordinarie cupole ad alveare del Purnululu (le Bungle Bungle). Raggiungibile solo in 4x4 o con piccoli aerei, il Kimberley ripaga lo sforzo con un isolamento autentico. La Gibb River Road (660 km di pista sterrata) collega una serie di fattorie d’allevamento e pozze nelle gole in un viaggio che si merita un posto tra le grandi avventure on the road d’Australia.

Periodo migliore per andare

Da maggio a settembre (stagione secca e più fresca)

L’inverno australe (da maggio a settembre) è l’unico periodo davvero confortevole per visitare l’Outback: di giorno le temperature vanno dai 20 ai 28 °C e le notti sono fresche, ma non proibitive. L’estate (da ottobre ad aprile) porta un caldo estremo, con temperature oltre i 45 °C frequenti nel Red Centre, e occasionali piene improvvise che possono chiudere le strade per giorni. I mesi di mezza stagione, aprile e ottobre, offrono giornate calde e notti fredde, con condizioni eccellenti per fotografare Uluru.

Informazioni utili

Valuta AUD (dollaro australiano)
Lingua Inglese; nelle comunità della regione si parlano decine di lingue aborigene
Fuso orario ACST (UTC+9:30) nel Territorio del Nord; AWST (UTC+8) in Australia Occidentale
Tipo di presa Tipo I (230 V), come in Nuova Zelanda

Visto

Per la maggior parte dei passaporti occidentali serve l’ETA (Electronic Travel Authority) o il visto eVisitor. Costo: 20 AUD. La domanda si presenta online prima della partenza.

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Dove dormire

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