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Outer Banks (Carolina del Nord)
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Outer Banks (Carolina del Nord)

Le Outer Banks sono una catena di isole barriera lunga 200 miglia al largo della Carolina del Nord: il tratto di costa selvaggia più lungo della East Coast americana, un luogo di spiagge incontaminate, concentrazioni di uccelli migratori d’importanza mondiale e paesaggi intrisi di storia, dove volarono i fratelli Wright e svanì la colonia perduta di Roanoke. Offrono un’esperienza costiera davvero diversa da qualsiasi altra sulla costa atlantica.

Da non perdere

Cape Hatteras National Seashore, 70 miglia di spiagge protette sulle isole barriera
Il faro di Cape Hatteras, il faro in mattoni più alto d’America (da salire)
Il Wright Brothers National Memorial a Kill Devil Hills
L’isola di Ocracoke, raggiungibile solo in traghetto: un villaggio davvero remoto dal carattere unico
Il Pea Island National Wildlife Refuge, birdwatching eccezionale sull’Atlantic Flyway
Il faro di Currituck Beach e i cavalli selvaggi di Corolla

Consigli locali

Per arrivare a Ocracoke serve il traghetto: quello gratuito dello stato della Carolina del Nord da Hatteras impiega 40 minuti, quelli a pagamento da Swan Quarter e Cedar Island 2 ore e mezza. Organizzati di conseguenza.
I cavalli selvaggi di Corolla (nell’estremo nord delle OBX, oltre la fine della strada asfaltata) sono Colonial Spanish Mustang rinselvatichiti: a nord di Corolla si accede solo in 4x4 e serve un permesso per la guida in spiaggia.
La stagione degli uragani (giugno–novembre) è un rischio concreto per chi visita le isole barriera: segui le previsioni del National Hurricane Center e tieni pronto un piano per andartene.
Per guidare fuoristrada sulla spiaggia servono un permesso ORV valido (del National Park Service), pneumatici sgonfiati a 20 PSI e l’attrezzatura per il traino: insabbiarsi è frequente tra i guidatori inesperti.
I cottage in affitto (d’estate di solito da sabato a sabato) sono la forma di alloggio dominante nelle Outer Banks: per le settimane estive prenota con 6–12 mesi di anticipo.

Le Outer Banks sono separate dalla terraferma della Carolina del Nord dal Pamlico Sound, un vasto mare interno poco profondo che fa sembrare queste isole barriera più remote di quanto dicano le coordinate. Le isole sono sottili: in certi punti larghe meno di un quarto di miglio, con l’Atlantico da un lato e il sound dall’altro. Durante le tempeste più violente l’oceano le ha tagliate da parte a parte, riscrivendone la geografia. Vivere qui richiede un rapporto particolare con la precarietà, e la cultura delle Outer Banks lo riflette.

Le OBX hanno una tradizione dell’ospitalità tutta loro, fatta soprattutto di grandi case in affitto occupate per una settimana da famiglie allargate e gruppi di amici. Queste case su palafitte, affacciate sull’oceano, con più terrazze e abbastanza camere da ospitare una riunione di famiglia, seguono una formula affinata in decenni di esperienza con la salsedine, le tempeste e le esigenze dei gruppi di più generazioni. Scegliere la casa giusta nel posto giusto è un’arte a sé. Ma oltre agli affitti, le Outer Banks offrono alcune delle sistemazioni più insolite della East Coast: gli alloggi restaurati dei guardiani del faro di Cape Hatteras, le locande di Ocracoke raggiungibili solo in traghetto e i piccoli B&B della zona di Corolla che aprono le porte al territorio dei cavalli selvaggi.

Cape Hatteras è l’area protetta simbolo delle OBX: 70 miglia di costa nazionale che si allungano da Nags Head verso sud, attraverso le isole di Hatteras e Ocracoke. La spiaggia qui è autentica wilderness atlantica: niente costruzioni in vista nella maggior parte delle direzioni, uccelli costieri che nidificano tra le dune e Cape Point, a Hatteras, che si protende nell’Atlantico là dove la Corrente del Golfo e la corrente del Labrador si incontrano, creando alcune delle zone di pesca d’altura più ricche del mondo. Il faro di Cape Hatteras, spostato di 2.900 piedi verso l’interno nel 1999 per salvarlo dall’erosione, con i suoi 198 piedi è il faro in mattoni più alto degli Stati Uniti: salire i 257 gradini fino alla lanterna è una delle esperienze più belle delle OBX.

Ocracoke, raggiungibile solo in traghetto, è la comunità più autentica delle OBX: un piccolo villaggio di pescatori di circa 900 abitanti che ha conservato la propria cultura anche grazie all’isolamento geografico. La parlata di Ocracoke, un accento particolare che conserva tratti dell’inglese del Seicento portato dai primi coloni, sopravvive nelle generazioni più anziane ed è riconosciuta dai linguisti come uno degli accenti regionali più singolari dell’inglese americano. Il porto di Silver Lake, cuore sociale del villaggio, ha querce sempreverdi, barche da pesca e quel ritmo senza fretta che lo sviluppo turistico delle isole settentrionali ha in gran parte cancellato.

Il Pea Island National Wildlife Refuge, che occupa il terzo settentrionale dell’isola di Hatteras, si trova proprio sull’Atlantic Flyway, la rotta migratoria di centinaia di specie di uccelli lungo la costa atlantica. In primavera e in autunno gli specchi d’acqua e la spiaggia della riserva possono ospitare concentrazioni straordinarie di limicoli, anatre e rapaci. Il Christmas Bird Count di qui registra regolarmente un numero di specie tra i più alti della East Coast. Poco lontano, sulla terraferma, l’Alligator River National Wildlife Refuge ospita il riuscito programma di reintroduzione del lupo rosso, uno dei canidi più minacciati al mondo.

Le Outer Banks sono intrise di storia, dalla scala più intima a quella che ha cambiato il mondo. A Kill Devil Hills, il 17 dicembre 1903, Orville Wright compì il primo volo a motore di un velivolo più pesante dell’aria: 12 secondi e 120 piedi che cambiarono il mondo. Il Wright Brothers National Memorial segna il luogo con un masso di granito nel punto esatto dell’atterraggio. Più a nord, sull’isola di Roanoke tra le OBX e la terraferma, la colonia perduta del 1587, 115 coloni inglesi svaniti senza lasciare traccia documentata, è il più antico mistero irrisolto della storia americana, e ogni estate la sua vicenda rivive nell’omonimo spettacolo all’aperto.

Periodo migliore per andare

Maggio–giugno e settembre–ottobre

Le mezze stagioni (maggio–giugno, settembre–ottobre) offrono la migliore combinazione di clima caldo, folla sostenibile e tariffe ragionevoli. Fine settembre e ottobre sono particolarmente belli: l’oceano conserva il tepore dell’estate, la luce è straordinaria e la folla estiva se n’è in gran parte andata. Luglio e agosto sono l’alta stagione, con spiagge piene e prezzi al massimo. La primavera porta a Pea Island il passo degli uccelli migratori. L’inverno è tranquillo, freddo e bello in un altro modo: guardare le mareggiate da un cottage in affitto è un’autentica attività invernale delle Outer Banks.

Informazioni utili

Valuta USD (dollaro statunitense)
Lingua Inglese; la parlata “Hoi Toider” delle Outer Banks sopravvive tra gli abitanti più anziani dell’isola di Ocracoke
Fuso orario UTC-5 / UTC-4 (EDT, marzo–novembre)
Tipo di presa Tipo A/B (120 V)

Visto

La Carolina del Nord è uno stato degli USA: per i visitatori internazionali valgono solo i normali requisiti d’ingresso negli Stati Uniti.

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Dove dormire

Outer Banks (Carolina del Nord): gli hotel insoliti che valgono il viaggio, scelti uno a uno dalla redazione.

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